| Al mattino gettai la mia rete nel mare. Trassi dall'oscuro abisso cose di strano aspetto e di strana bellezza - alcune brillavano come un sorriso, alcune luccicavano come lacrime, e alcune erano rosee come le guance d'una sposa. Quando, alla fine del giorno, tornai a casa con il mio bottino, il mio amore sedeva nel giardino sfogliando oziosamente un fiore. Esitante deposi ai, suoi piedi tutto quello che avevo pescato. Lei guardò distrattamente e disse: « Che strani oggetti sono questi? Non capisco a che possano servire ». Chinai il capo, vergognoso, pensando: « Non ho lottato per conquistarli, non li ho comperati al mercato; non sono doni degni di lei ». E per tutta la notte li gettai a uno a uno sulla strada. Al mattino vennero dei viaggiatori; li raccolsero e li portarono in paesi lontani. |
Sei il visitatore n: 1024 x 768 Copyright © 2007 Elena Francesconi Webmaster: Elena Francesconi |