Al mattino gettai la mia rete nel mare.

Trassi dall'oscuro abisso cose di strano

aspetto e di strana bellezza -

alcune brillavano come un sorriso,

alcune luccicavano come lacrime,

e alcune erano rosee

come le guance d'una sposa.

Quando, alla fine del giorno,

tornai a casa con il mio bottino,

il mio amore sedeva nel giardino

sfogliando oziosamente un fiore.

Esitante deposi ai, suoi piedi

tutto quello che avevo pescato.



Lei guardò distrattamente e disse:

« Che strani oggetti sono questi?

Non capisco a che possano servire ».

Chinai il capo, vergognoso, pensando:

« Non ho lottato per conquistarli,

non li ho comperati al mercato;

non sono doni degni di lei ».

E per tutta la notte li gettai

a uno a uno sulla strada.

Al mattino vennero dei viaggiatori;

li raccolsero e li portarono

in paesi lontani.



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